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Una Chiesa di lava
Santa Maria di Randazzo tra storia, tecniche costruttive e restauri
Giulia Sanfilippo
Presentazione di Angelo Salemi

21x29,7, ISBN 978-88-7751-295-6, pagg. 134, ill. - Cod: 200823

€35,00

Volume esaurito

Una volta costruita, l’architettura è sottoposta ad un processo degenerativo innescato dall’azione del tempo, dall’aggressione dell’ambiente, dall’uso e dalle manipolazioni dell’uomo. Questi inarrestabili processi costituiscono una minaccia per la sua durata e confondono i messaggi che custodisce. La chiesa di Santa Maria di Randazzo, come spesso succede all’architettura monumentale, ha perso anch’essa, durante secoli di storia, molte delle sue caratteristiche prestazionali a causa degli agenti atmosferici, ha subito dissesti statici, generati soprattutto da eventi idrogeologici, è stata “mutilata” irrimediabilmente di frammenti (indizi) della sua essenza materico-architettonica per cause antropiche (eventi bellici ed interventi che hanno compromesso l’identità strutturale dei vari componenti di fabbrica). Ciononostante essa conserva ancora il fascino di un monumento ricco di episodi eterogenei e di carattere stilistico, legati da una coralità ambigua e di difficile interpretazione ma risolti con una inequivocabile chiarezza emozionale conferitagli, soprattutto, dal materiale costituente: il basalto lavico. Infatti, la natura (la pietra), trasformata con cura ed abilità in artificio per dar forma all’involucro del manufatto, smorza il chiassoso contrasto tra gli elementi di sapore medioevale, la cupola barocca, il prospetto neogotico e le menzognere ricostruzioni in stile post belliche. L’autrice percorre le vicende costruttive della chiesa madre di Randazzo, mettendo in luce gli aspetti tecnologici delle molteplici operazioni effettuate da interessanti figure di ingegneri e architetti del passato. L’analisi storico-costruttiva aggiunge così ulteriori tasselli importanti per la chiarezza della lettura di questo “enigmatico” documento della storia dell’architettura siciliana. Infine, la trattazione puntuale delle problematiche connesse alle azioni degenerative di tipo chimico, fisico e biologico, nonché ai dissesti statici, (generati soprattutto da cause idrogeologiche), si conclude con una diagnosi, (espletata anche con l’ausilio di strumentazioni n.d.) e con la formulazione di una “terapia riabilitativa” minimale e compatibile con il corpus della fabbrica.

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