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Facere laborare et sculpire
Antonino Gagini a Bronte
Raffaele Spitaleri

cm 16x23; ISBN 978-88-7751-510-0, pagg. 234,202 ill. - Cod: 202507

€ 24,00 / (L.46.470)


Sopravvissuti alle “tristi storie”, il gruppo scultoreo dell’Annunciazione e l’arco sono tra i pochi beni del xvi secolo pervenuti a Bronte. Le statue commissionate il 21 gennaio del 1541 – come attestato dall’atto di commissione qui trascritto e tradotto nel suo formato integrale – dal «nobil Nicolao Spitaleri» allo scultore palermitano Antonino Gagini per un totale di 48 onze, furono pagate in diverse rate dallo stesso Spitaleri e da due suoi inviati: il capomastro «nobile Bernardo de Facio», e Carlo Di Vincenzo definito «perraturi», i quali nel mentre erano impegnati nell’ingrandimento di una chiesa già preesistente sin dal 1535 e dedicata all’Annunziata, in grado di poter ospitare dignitosamente le statue del Gagini. L’arco – in stretta relazione con le statue – verrà commissionato sempre allo stesso Antonino (qui attribuito), subito dopo l’arrivo del gruppo scultoreo – post 27 aprile 1543 – per poi essere collocato a sei anni di distanza – nel 1549 – presso la cappella in passato chiamata della «Nunciata», nel bel mezzo del cantiere della chiesa. Il presente lavoro, con l’obiettivo di «promuovere la conoscenza» e offrirne un’«adeguata attività conoscitiva», si concentra su un’accurata ricostruzione storica, nonché sullo studio degli influssi a seguito dei viaggi di formazione, sui modelli e su una meticolosa analisi della documentazione archivistica.

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